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Polveri sottili riflette il tema centrale della
corrosione del corpo umano nelle grandi città,
invisibilmente ma irrimediabilmente danneggiato
dall'inquinamento che, proprio come la cera, si incolla
e penetra nelle ossa delle persone.
Il lavoro di Francesco Sena è sicuramente particolare e
complesso; non solo per i soggetti trattati,
principalmente anonime periferie cittadine, ma per la
tecnica usata per interpretare questi ambienti. Da una
fotografia l'opera viene mutata, disegnata su legno e
infine ricoperta da uno strato monocromo di cera
colorata. Il risultato finale è una distorsione dello
spazio e del tempo dell'immagine. La cera è infatti il
materiale della memoria, di un vivo immobilismo o di una
lenta paralisi.
Nato a Torino nel 1963, dal 1999 ha esposto le sue opere
in mostre personali e collettive in Italia e all'estero.
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